8:46 am - Mon, Jan 30, 2012
4 notes
Vivendo in ritiro lontano dal mondo
godendo silenziosamente della solitudine
tiro il catenaccio della porta
rivesto le finestre con felci e radici:
il mio spirito è in accordo con la primavera,
alla fine dell’anno c’è l’autunno nel mio cuore.
Così imitando i cicli cosmici
la mia dimora diventa l’universo.
Lu Yun, 262 - 303
11:15 am - Mon, Jan 23, 2012
4 notes

Un uomo si recò da un monaco di clausura.
Gli chiese: “Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?”.
Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo e disse al suo visitatore:
"Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?".
L’uomo guardò nel pozzo. “Non vedo niente”.
Dopo un po’ di tempo, in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: “Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo?”.
L’uomo ubbidì e rispose: “Ora vedo me stesso: mi specchio nell’acqua”.
Il monaco disse: “Vedi, quando io immergo il secchio, l’acqua è agitata.
Ora invece l’acqua è tranquilla. 
E questa l’esperienza del silenzio: l’uomo vede se stesso!”. 

tratto da: Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Elledici 1990

9:12 am - Thu, Jan 19, 2012
2 notes

La nostra vita nel mondo, un altro grande Interno Assoluto!

"…c’è questo essere cosmico e se tu per un attimo hai la folgorazione di appartenergli, non hai più bisogno d’altro dopo…"

[dal film: La fine è il mio inizio]

8:44 am - Fri, Jan 13, 2012
2 notes

MI PRESENTO: SONO IL SILENZIO (di Pino Pellegrino)


Per favore. Lasciatemi, una volta tanto, prendere la parola.

Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E’ contrario al mio carattere schivo e riservato.

Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza!
Ecco, quindi, qualcosa di me.
 

Intanto le mie origini sono assolutamente nobili.
Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante.
Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto!
Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore!
Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano!
Io, invece, sì.
 

Io sono un’officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa.
Io sono come l’uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare. Simpatico, no?
Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati…
Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte.
 

No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità.
Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle…
Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia.

Io sono il sentiero che conduce al paese dell’anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio!
Ecco qualcosa di me.
 

Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere.
Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole:
Custoditemi e sarete custoditi!
Proteggetemi e sarete protetti!

Dal vostro primo alleato
Il Silenzio.

9:33 pm - Mon, Jan 9, 2012
1 note

"All I wanted, all I needed, it’s here in my arms"
E’ questo il ritornello di Enjoy the silence, dei Depeche Mode.
Nel video, un Re con una sdraio da spiaggia vaga per posti alla periferia della natura, fermandosi ogni tanto a osservare il paesaggio: un’albero solitario i n mezzo ad un campo , ai margini di una scogliera a picco sul mare, sul crinale innevato di un monte …ecc. E così si gode il silenzio!

Enjoy the silince, Goditi il silenzio. E’ questo il significato della canzone.
Perchè non siamo più avvezzi al silenzio.
Silenzio è contemplare e a contemplare oggigiorno si passa per “addormentati”.
Silenzio è essere faccia a faccia col proprio Io, introspezione, e c’è il rischio di trovare quello che non si vuole vedere o affrontare.
Silenzio è spiritualità e la spiritualità è nociva.
Silenzio è staccare da un mondo che non ti permette di staccare.
Silenzio è non pensare più a nulla e diventare parte di un miraggio, del vorticare della brezza, delle particelle elementari.

(Source: kappa-factor.blogspot.com)

10:05 am - Tue, Jan 3, 2012
3 notes

Pubblico o privato?

"Un paio di anni fa, camminando in un grande centro commerciale di Calgary, in Alberta, mi sono imbattuta in una piccola oasi di tranquillità nel mezzo del trambusto e del caos dello shopping di massa. La scena, composta da un set di comode poltrone, accuratamente posizionate su un tappeto in stile orientale e accompagnate da alcune piante in vaso, assomigliava al soggiorno di un’abitazione, rimosso però dal suo più famigliare contesto privato e riposizionato in uno spazio pubblico che gli era completamente estraneo. Circondata da enormi finestre in vetro laminato, ascensori velocissimi e massicce colonne portanti, questa minuscola stanza sembrava stranamente fuori posto. Cosa ci faceva questo ambiente privato in un contesto pubblico? Come il salotto vittoriano su cui era modellato, offriva comfort e riparo, seppur temporanei, dal mondo del lavoro e del commercio; i suoi occupanti, quindi, avevano l’occasione per rubare un momento da dedicare alla riflessione e al riposo, e per vedersi come individui in un ambiente altrimenti concepito per l’anonimato della folla."

Penny Sparke - Interni Moderni

9:13 am - Sat, Dec 31, 2011

Le città…mondi assoluti! #2

from: Fair Bits - Full Billabong Surf Movie

(watch it from youtube)

3:01 pm - Tue, Dec 27, 2011

Buone feste a tutti!

[The nativity story (film 2006)]

(Source: youtube.com)

12:45 pm - Fri, Dec 9, 2011
6 notes
Anselm Kiefer, I sette palazzi celesti, Hangar Bicocca - Milano
Arte come strumento di conoscenza e memoria, attraverso le quali è possibile la redenzione. Artista come mediatore tra passato e presente. Kiefer tramite la rappresentazione del reale in ogni suo aspetto, positivo e negativo, pone lo spettatore nella condizione di riflettere e di assumere un atteggiamento critico di fronte al mondo. Impedendo all’osservatore di arrivare ad una comprensione immediata delle sue opere, mantiene vivo il sentimento di dubbio sul significato esatto dell’opera. Ciò che chiede di fare quando ci si trova davanti ad una sua opera è proprio di immergersi nel labirinto delle sue molteplici interpretazioni, scoprirle e non fermarsi ad una lettura veloce.

Anselm Kiefer, I sette palazzi celesti, Hangar Bicocca - Milano

Arte come strumento di conoscenza e memoria, attraverso le quali è possibile la redenzione. Artista come mediatore tra passato e presente. Kiefer tramite la rappresentazione del reale in ogni suo aspetto, positivo e negativo, pone lo spettatore nella condizione di riflettere e di assumere un atteggiamento critico di fronte al mondo. Impedendo all’osservatore di arrivare ad una comprensione immediata delle sue opere, mantiene vivo il sentimento di dubbio sul significato esatto dell’opera. Ciò che chiede di fare quando ci si trova davanti ad una sua opera è proprio di immergersi nel labirinto delle sue molteplici interpretazioni, scoprirle e non fermarsi ad una lettura veloce.

5:28 pm - Mon, Dec 5, 2011
1 note

Le città…mondi assoluti!

"…quello che [Marco Polo] cercava era sempre qualcosa davanti a sè, e anche se si trattava del passato era un passato che cambiava man mano egli avanzava nel suo viaggio, perchè il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

Marco entra in una città; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell’uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell’uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipotetico, lui è escluso; non può fermarsi; deve proseguire fino a un’altra città dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora è il presente di un altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.

- Viaggi per rivivere il tuo passato? - era a questo punto la domanda del Kan, che poteva anche essere formulata così: - Viaggi per ritrovare il tuo futuro?

E la risposta di Marco: - L’altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.” 

Tratto da: Le città invisibili, Italo Calvino

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